martedì, febbraio 03, 2009

Vedo i topi



Mi ricordo la prima volta che vidi i topi.
Qualche anno fa avevo un lavoro particolarmente noioso, e non ne ero molto felice. La sera quando tornavo a casa mi sentivo svuotato di ogni energia, ed il tragitto in tram mi risultava particolarmente stancante. Fu proprio mentre aspettavo il tram, di fronte all'ufficio, che vidi il primo topo. Lo vidi passare velocissimo tra una macchina parcheggiata ed un'altra. Quando il mio collega, con il quale dividevo il tragitto verso casa, mi disse di non aver visto niente, pensai che probabilmente un'ombra mi aveva ingannato.
Da quel giorno vidi sempre piú topi. All'inizio ne distinguevo solo la forma, e le prime volte continuai a pensare che fossero solo delle ombre o dei riflessi ad ingannarmi, dato che ero l'unico a notarli. Andai persino da un oculista, anche se fui piuttosto vago riguardo il motivo della mia visita: non gli parlai dei topi.
"Vista stanca", mi disse. E mi diede un collirio. Lo portai al lavoro ed ogni giorno, dopo il caffé, mi mettevo un paio di gocce. Ma i topi continuavo a vederli: anzi, li vedevo sempre meglio. Cominciai con il distinguere la coda. Smisi anche di commentarlo al mio collega, cominciava a diventare imbarazzante la cosa.
Con il tempo ne vidi sempre di piú, di topi. Li vedevo in ufficio, nascondersi dietro il computer quando mi chinavo per accenderlo. Addirittura un giorno li vidi che rincorrevano il tram, saranno stati cinque o sei, mentre tornavo a casa: quel giorno avevo avuto una discussione con il capo al lavoro.
Fino a quel momento dei topi non mi ero preoccupato piú di troppo, ma vederli rincorrere il tram mi agitó. La sera stessa chiamai un amico per parlargliene, ed una volta arrivati alla seconda birra gli raccontai tutta la storia. Fu molto difficile, ma ci riuscii: gli spiegai gli inizi, gli dissi che li vedevo ovunque, e che in quel momento esatto ne stavo vedendo un paio che entravano nel bagno del locale.
Il mio amico si fece serio, ma poi tutto d'un tratto scoppió a ridere: "Questa é la stronzata piú grossa che abbia mai sentito!!", disse buttando la testa all'indietro.
Sbatté una mano sul tavolo, mentre con l'altra si stropicciava gli occhi "i topi cazzo, no dai questa é stupenda… ma come ti é venuta in mente???", non riusciva a smettere di ridere, facendomi anche il verso, "vedo i topi vedo i topi!!!, va che per un attimo ci ho creduto.."
Non sapevo cosa rispondere.
"Eeeh", dissi allungando il bicchiere come per fare un brindisi, ridendo anche io per seppellire la discussione. Decisi allora di tenere i topi per me.
Una sera vidi un documentario alla televisione, il protagonista era un inglese di origini italiane che si faceva il giro dell'Italia sulla sua fiammante spider rossa. Era di produzione inglese, e quindi era fondamentalmente un'accozaglia di luoghi comuni sugli italiani: mi piaceva moltissimo, sono sempre andato pazzo per i cliché. La puntata di quella sera si svolgeva in Calabria, l'ultima tappa prima di raggiungere l'agognata Sicilia, meta finale del documentario. Le immagini prima mostrarono una sequenza del presentatore che sfrecciava sulla sua macchina lungo la statale a fianco al mare, e nella scena dopo vi era una intervista ad una vecchia sdentata. Vestita di nero, ed in mezzo a trecce d'aglio e pomodori essiccati, leggeva il fondo del caffé che il presentatore aveva appena bevuto.
Mentre il documentario spiegava riti e superstizioni legate al fondo del caffé, mi girai per guardare fuori dalla finestra e mi misi a riflettere: sul davanzale c'erano due bellissimi topi, con un pelo marrone lucido. Mi resi conto che i topi avrebbero potuto essere il mio fondo del caffé. Che avrei dovuto prestarvi attenzione, interpretarli.
Applicandomi nell'esercizio di intepretazione dei topi, cominciai a notare una corrispondenza tra i topi ed il mio umore. Quando ero nervoso, i topi aumentavano. Quando ero allegro, i topi non scomparivano mai del tutto, ma saltavano allegramente di qua e di lá. Anche la loro apparenza cambiava, potevano essere grassi e con il pelo lucido, oppure apparire sciupati e di un colore grigiastro.
Erano oramai parte della mia vita. Quando la sera andavo a correre, all'inizio erano in molti a seguirmi ma mano a mano che sudavo e la mia mente si liberava il numero di topi scendeva. Di solito mi fermavo quando ne rimanevano solo due o tre; non pensai mai di correre fino a liberarmene. In piscina invece li vedevo ai bordi, che scorrazzavano in giro, vicino alle ciabatte lasciate dai nuotatori.
Quando la sera uscivo, mi divertivo a vederli in giro, a saltellare quando anche io mi sentivo bene. Una di quelle sere conobbi una ragazza: fu lei a venire a parlarmi per prima, mi disse che la stavo fissando, e disse che non si poteva guardare una ragazza cosí senza offrirle da bere. In realtá aveva un paio di topi sulla spalla sinistra, e io stavo osservando loro mentre si grattavano a vicenda, ma pensai che sarebbe stato meglio offrire da bere alla ragazza e basta. Lei era molto carina, e ci scambiammo i numeri di telefono. Cominciammo a vederci sempre piú spesso. Andavamo d'accordo, stavamo bene e finimmo con il passare insieme la maggior parte del tempo che avevamo. Finalmente con lei sentii svanire quel peso sul petto che sentivo da tanti anni, e che mi accompagnava da troppo tempo. Con lei i topi erano sempre puliti ed in buona salute.
Poi un giorno non vidi nessun topo. Eravamo andati al mare in Liguria, per il fine settimana. Mi pare fosse verso la fine di aprile. Furono dei giorni bellissimi, che passammo a camminare sulla spiaggia e a fantasticare sulle barche ormeggiate al porto. Quando stavamo tornando verso Milano mi resi conto che quel giorno non avevo visto ancora nessun topo: guardai fuori dal finestrino e non ne vidi nessuno. Provai una sensazione strana, pensai che forse era un buon segno. Tornai a casa e prima ancora di togliermi la giacca andai a vedere sul davanzale, dove i topi di solito stavano, oppure sotto il tavolo vicino alle patate, che ero sicuro di averli visti lí prima di partire. Nulla.
Andai a letto continuando a pensare ai topi, a dove si erano cacciati. La mattina dopo mi svegliai e ancora non vi era alcuna traccia dei topi. Pensai che erano spariti, e pensai che, forse, amore era mandare via i topi.
Continuai a non vedere topi per diverso tempo, poi una sera litigai con la ragazza. Eravamo entrambi nervosi, e finimmo per il litigare su come si doveva preparare la besciamella per la lasagna: per me non vi era alcun dubbio, la cosa migliore era comprare quella confezionata. Il litigio si fece sempre piú intenso, ci dicemmo cose che ci ferirono a vicenda e finii con l'andarmene da casa sua sbattendo la porta. Ero furioso. Decisi che non sarei certo stato io a chiamare per primo, che non avevo nulla di cui scusarmi. Saltai in macchina, presi una sigaretta e schiacciai il bottone dell'accendisigaro. Guardai fuori dal finestrino. Quando scattó l'accendisigari, mi girai per prenderlo e con la coda dell'occhio vidi un topo che si infilava sotto il sedile del passeggero.
Mi accesi la sigaretta, ed aspettai.
Dovetti aspettare quasi un'ora, ma piano piano i topi uscirono da sotto il sedile e popolarono la macchina.
Accesi il motore e mi avviai verso la tangenziale. Il telefono squilló diverse volte, ma non ci feci caso. Presi l'autostrada in direzione Genova, guardai i topi che stavano sul cruscotto e dissi:
"Voi non ci siete mai stati in Liguria, vero?"

8 Comments:

Blogger spiderfedix said...

ehehe
un classico, direi!
grande!

2/04/2009 1:45 PM  
Blogger Alessandro Adami said...

Aprirà il volume dedicato al Binetti dai meridiani della mondadori..

2/06/2009 4:37 PM  
Anonymous Tutai said...

Binetti....che dire....mi manchi anche per questo

2/14/2009 12:23 PM  
Anonymous Anonimo said...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu

11/05/2009 9:59 AM  
Anonymous Anonimo said...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu

11/29/2009 6:23 AM  
Anonymous Anonimo said...

leggere l'intero blog, pretty good

11/29/2009 6:39 AM  
Anonymous Anonimo said...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu

11/29/2009 6:42 AM  
Anonymous Anonimo said...

molto intiresno, grazie

12/02/2009 5:44 AM  

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