venerdì, novembre 09, 2007

Che schifo

Traggo da Gazzetta.it la notizia del nuovo accordo sulla ripartizione die diritti televisivi per il calcio, che di per sé é una notizia positiva. Leggevo delle trattative, in questi ultimi mesi, pensando che fosse una buona cosa.
Ma dopo aver letto le parole che riporto qui sotto, mi sono imbufalito:

"Il calcio italiano sarà più competitivo, più equo, più valorizzato a livello internazionale e attento ai vivai e ai dilettanti". L'auspicio è di Giovanna Melandri, ministro alle Politiche giovanili e alle attività sportive, e arriva nel giorno in cui il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo che attua la nuova legge quadro sui diritti sportivi. "Un decreto che recepisce alcune delle riforme che ci aveva chiesto la Lega Calcio - ha aggiunto la Melandri - e che ha come primo obiettivo la valorizzazzione del prodotto Calcio in Italia. Con il passaggio alla gestione ed alla negoziazione collettiva dei diritti audiotelevisivi introduciamo un nuovo sistema sulla "contitolaritetà" dei diritti in capo alle Leghe per dare maggiore valore al prodotto e ridurre quel divario, oggi molto profondo, nell'equilibrio complessivo tra piccoli e grandi club".

Ci siamo ispirati al modello Uefa - aggiunge - e questa norma darà maggior valore al calcio italiano. La riforma ridurrà il divario, oggi assai profondo, tra piccoli e grandi club. Un divario che oggi è di 7-8 a 1 e che con il decreto legislativo si ridurrà a 4 a 1, cioè la media europea. Sono convinta - precisa - che questo avrà effetti importanti anche sullo spettacolo sportivo". Il decreto attuativo della legge delega approvato oggi recepisce la ripartizione delle risorse decisa dalla Lega calcio: il 40% dei proventi sará distribuito equamente tra tutte le societá di serie A, mentre il 30% sará ripartito tra tutte le squadre in base ai risultati sportivi conseguiti e il restante 30% secondo il bacino d'utenza.

I miei pensieri:

  • "la valorizzazione del prodotto Calcio": é una frase agghiacciante. Mi si gela il sangue a sentirla nella mia testa mentre leggo. Questa frase é un esempio dello scempio che in Italia si sta facendo della nostra lingua. E poi il calcio non é un prodotto, é una passione, uno sport, che viene sfruttato e crea un indotto economico di grande valore. Il calcio si scrive con la c minuscola. E certo non c'é bisogno di valorizzare un qualcosa che da 50 anni fa letteralmente andare via di testa 30 milioni di italiani.
  • la contitolarietá per dare valora al prodotto e ridurre il divario nell'equilibrio complessivo: come si fa a dare ascolto a dei politici che parlano cosí? Arroganza, boria e pergiunta un livello culturale infame.
  • Il divario, secondo la Melly, varierá da 8-1 a 4-1: minchia, che culo! Praticamente vuol dire che adesso inter siena non finisce 4 a 0, ma solo 2 a 0.
  • Questa enorme riforma (quella della valorizzazione, della riduzione del divario, della contitolarietá), finisce per spartire solo il 40% die proventi tra tutte le squadre. Il restante 60% se lo beccano sempre le solite. Buffoni.

Questa dichiarazione, questa decisione, mi fa vomitare: é un esempio dello schifo e dello scempio che sta accadendo nel nostro paese. Stiamo sprofondando, sempre piú in basso. Le istituzioni sono ridicole, e la cosa piú allucinante é come molta gente non se ne renda conto. Neanche nel calcio si prendono delle decisioni, si fanno dei cambiamenti. Siamo il paese dei gattopardi, ma i gattopardi arroganti e zotici.
Che schifo. Io in Italia non ci torno piú.

1 Comments:

Blogger Paolo said...

Qui mi scappa la citazione dell'
Odio al Calcio.

11/10/2007 7:06 PM  

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